stayhuman 2017


BOLOGNA 10 Giugno 

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#lanotterossa #stayhumanrun

 

STAY HUMAN, keep running!

Torna con la sua seconda edizione STAY HUMAN, keep running! passeggiata di solidarietà che già l'anno scorso Fondazione Duemila aveva proposto in collaborazione con Uisp Bologna.
Novità di quest'anno la collaborazione anche con “Datti una mossa” una campagna dell'Azienda USL di Bologna che promuove i corretti stili di vita: attività fisica, alimentazione sana, niente fumo, poco alcol.

STAY HUMAN! torna dunque in una nuova veste e vi aspetta a Parco Nord alle ore 19:15 di sabato 10 giugno proponendovi due percorsi: uno mini da 2 km e uno standard da 5 km su asfalto e cavedagna.

Come lo scorso anno sarà possibile acquistare la maglia della camminata non competitiva e il ricavato sarà devoluto a sostegno di due progetti di integrazione e accoglienza. I progetti "Verso Casa" e "Restare umani a Lampedusa", coordinati da Caritas Bologna e Fondazione Migrantes di Lampedusa, sono stati finanziati anche nel 2016 e quest'anno potranno, grazie all'aiuto di tutti, portare a compimento le proprie attività di volontariato attivo e solidale.

Inoltre STAY HUMAN! quest'anno si propone in associazione con la festa di fine anno dei bimbi delle scuole primarie bolognesi, per legare temi importanti come sport e salute con la solidarietà.

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STAY HUMAN 2017

 

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I PROGETTI CHE SOSTENIAMO

 
“STAY HUMAN keep running!” nell'edizione 2016 sostiene due progetti, tra loro sinergici, che si occupano di Accoglienza e Integrazione di quanti arrivano sulle coste italiane nei cosiddetti “viaggi della speranza”. L'utile della manifestazione, infatti, sarà interamente devoluto alla Fondazione Migrantes di Lampedusa e alla Caritas Diocesana di Bologna, per finanziare “Restare umani a Lampedusa” e “Verso Casa”.
Restare umani a Lampedusa”, coordinato da Fondazione Migrantes, accompagnerà quanti vivono e operano sul fronte del primo impatto con i migranti a non perdere la forza e il coraggio di "restare umani", cosa non sempre facile quando la sofferenza delle persone da aiutare è troppa e per non soccombere psicologicamente si è tentati di indurire la propria corazza.
Verso casa”, coordinato dalla Caritas Diocesana di Bologna, si inserisce alla fine del progetto nazionale “Pro-tetto rifugiato a casa mia”, cui ha aderito anche Bologna, che si occupa dell'integrazione e dell’accompagnamento delle persone con protezione internazionale in uscita dai CAS (centri di accoglienza straordinaria).
Nei primi sei mesi i rifugiati vengono accolti in parrocchia o direttamente in una famiglia che fa “da ponte” con la comunità. 
In un secondo momento, con il nostro sostegno, il progetto “Verso Casa” di Caritas Bologna finanzierà iniziative mirate a sostenere i singoli rifugiati con la partecipazione a corsi di formazione o di avviamento al lavoro e, successivamente, metterà a disposizione un appartamento di transizione a coloro che avranno un'occupazione che potranno così iniziare una nuova vita in modo graduale.
 

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Restare Umani a Lampedusa

Sono alcune centinaia le persone a Lampedusa che a vario titolo si trovano sul fronte del primo impatto con i migranti: operatori del primo soccorso in mare, operatori del Centro di accoglienza, forze dell’ordine, agenzie umanitarie e volontari. Non è facile "restare umani", quando la sofferenza delle persone che devi aiutare è "troppa" e quando il sistema in cui operi è inadeguato e talvolta perfino disumano. Può accadere che come operatore arrivi a un punto di saturazione, dove per non soccombere psicologicamente sei tentato di indurire la tua corazza, di trattare queste persone con indifferenza, addirittura con durezza.

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Verso casa

La Caritas Diocesana di Bologna ha attivato dall’inizio del 2016 un progetto di accoglienza per rifugiati, aderendo all'iniziativa nazionale di Caritas Italiana “Pro-tetto rifugiato a casa mia”. Dal mese di febbraio si sono avviate le prime accoglienze di persone con protezione internazionale in uscita dai CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria). Attualmente sono ospitati nelle parrocchie bolognesi una quarantina di rifugiati, quasi tutti tra i 20 e i 30 anni di età, in prevalenza originari dell'Africa occidentale, soprattutto di Mali, Gambia e Guinea. Il progetto nazionale ha una durata di circa 6 mesi e prevede l’accoglienza dei beneficiari in parrocchia o direttamente in famiglia.

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